
No Lies, Mitchell Bloch (1974)
No Lies (Niente bugie, 1974) di Mitchell Bloch è un film interamente ambientato all’interno dell’appartamento di una donna che il regista va a trovare con la sua cinepresa a mano. Il regista chiacchera con la donna e riprende con noncuranza, come se si stesse esercitando. Finché dalla conversazione emerge un evento traumatico: la donna è stata recentemente violentata. Cosa deve fare il regista? Fermarsi e consolare la donna o continuare a filmare per contribuire ad accrescere la conoscenza di questo tipo di crimine? Decide di continuare a riprendere. Le domande si fanno sempre più incalzanti. Il regista arriva perfino a mettere in dubbio che lo stupro sia avvenuto. La donna ha una crisi di ansia. Il regista pare comprendere di avere osato troppo e accetta di smettere di filmare. I titoli di coda rivelano che i due protagonisti sono in realtà attori professionisti che recitano in base a un copione.
Riprendere persone pone questioni etiche, soprattutto se le immagini vengono poi rese pubbliche. Questioni etiche che sono indipendenti dal mezzo con cui si riprende e dal canale con cui viene reso pubblico quanto ripreso. Il caso dell’infermiera dell’ospedale di Udine che ha inavvertitamente pubblicato su Facebook fotografie in cui compaiono i volti sofferenti di alcuni pazienti del reparto di Terapia intensiva sottolinea come i nuovi media estendano i problemi etici legati alla pubblicazione. Se infatti fino a una decina d’anni fa la pubblicazione era prerogativa di giornalisti e professionisti tenuti a conoscere le norme che regolano il diritto alla riservatezza, ora chiunque può pubblicare on line immagini, testi e video con un semplice telefono cellulare.
Occorre dunque che le istituzioni, la scuola in primis, e i mezzi di informazione favoriscano lo sviluppo di un senso di considerazione etica da parte di chi pubblica su Internet, potenzialmente l’intera società di domani. E tale senso di considerazione etica comporta necessariamente la conoscenza delle leggi in materia di protezione dei dati personali i cui testi sono consultabili in rete anche sul portale Interlex, mentre le norme che disciplinano la pubblicazione di immagini fotografiche sono chiaramente spiegate sul sito dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.
[il Friuli — 22 maggio 2009]

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