«Sto predisponendo un sistema di filtraggio che impedisca ai dipendenti pubblici di andare su Facebook», ha annunciato in ministro Brunetta. Poco dopo la regione Friuli Venezia Giulia ha comunicato che avrebbe interdetto FB ai propri dipendenti. Sui giornali e sul Web si è subito aperto un acceso dibattito sull’ultima misura di Brunetta contro i fannulloni. Occorre dire in proposito che tale provvedimento è chiaramente inefficace perché non c’è certo bisogno di FB per essere assenteisti o fannulloni.
Tuttavia la personale battaglia di Brunetta contro i fannulloni e l’improvvisa popolarità di FB deviano l’attenzione da ciò che sta monte di provvedimenti come quello appena preso dalla regione. Il problema principale è quello del content filtering (filtraggio dei contenuti). Ciò che viene filtrato è questione secondaria.
E’ opportuno che la Pubblica Amministrazione filtri i contenuti accessibili tramite proprie reti informatiche? Sì, innanzitutto perché i filtri rientrano normalmente nella politica di tutela delle reti interne e spesso fanno da barriera rispetto ai virus informatici. La PA ha inoltre il diritto e il dovere di contrastare reati come il download illegale, e a oggi il trenta per cento di file pirata sono scaricati da dipendenti statali. Ci sono poi chiare ragioni di opportunità che suggeriscono di bandire la pornografia e il gioco d’azzardo dalle reti della Pubblica Amministrazione. Una ragione più sottile per filtrare ha infine a che fare con l’economia dell’attenzione. La PA ha il diritto e il dovere di intervenire per limitare tutti quegli stimoli e comportamenti che ritiene essere dannosi per la capacità di concentrazione dei propri dipendenti. L’attenzione è un bene preziosissimo nell’Era Digitale e qualunque provvedimento per preservarlo è opportuno.
Le decisioni su cosa filtrare spettano a chi governa. Parte politica e dirigenti devono però resistere alla tentazione di applicare filtri preconfezionati tipo blacklist. Prima di intervenire è opportuno che indaghino le esigenze, le competenze e l’uso della rete da parte del personale.
(il Friuli — 15 maggio 2009)

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