Chiude Geocities

scritto da Matteo Baldan il 6 maggio 2009

Le città elettroniche sono state abbandonate. C’è tempo fino a fine anno per visitare il più grande parco archeologico virtuale del Web.

GeocitiesYahoo! chiude Geocities. Un nome che oggi dice poco, ma che per chi bazzicava in Rete negli anni Novanta era qualcosa che si potrebbe paragonare agli odierni social network.
Come altre storie di successo della new economy, Geocities nacque dall’intuizione di una piccola azienda priva di capitali. Da un provider californiano, ossia un fornitore di spazio web e probabilmente anche di connessione, che immaginò le forme delle città della costa occidentale degli Stati Uniti impresse nella memoria dei dischi magnetici che dava a noleggio. Il West digitale come terra di conquista per avventurieri, cowboy e pionieri del cyberspazio. Il tecnoentusiasta avrebbe potuto prender casa da qualche parte nella Silicon Valley, mentre l’amante della bella vita avrebbe potuto trovare sistemazione dalle parti di Hollywood.

Indirizzi virtuali che richiamano quelli reali, spazio web gratuito e semplici servizi extra come il libro degli ospiti e il contatore di accessi invogliarono migliaia di persone a fabbricarsi una propria dimora virtuale, in un periodo in cui la creazione di pagine web era un lavoro prevalentemente manuale.
La rapida espansione delle città virtuali suggerì al loro inventore di quotarle in borsa e a Yahoo! di acquistare Geocities per quasi tre miliardi di dollari alla vigilia dello scoppio della bolla speculativa delle dot-com. Da allora le città della rete sono andate incontro a un declino lento e insorabile. Da una parte Yahoo! non è riuscita a trovare un modo per sostenere i costi del servizio e dall’altra è sorta un’infinità di nuovi servizi per la creazione e l’hosting di siti web.

Le città elettroniche sono state abbandonate e Yahoo! ha avvisato gli ultimi abitanti che dovranno lasciare le loro case entro fine anno. La frontiera del sapere si sposta rapidamente e gli spazi digitali, essendo immateriali, scompaiono quasi sempre senza lasciar traccia. Per questo vale la pena approfittare del tempo che resta per fare due passi in quella sorta di parco archeologico che è Geocities dove potete ammirare reperti di sicuro interesse, come il prototipo del sito dell’Agenzia Regionale della Sanità del FVG che si trova dalle parti di Wall Street (geocities.com/wallstreet/floor/2215).

(il Friuli — 1 maggio 2009)

Articoli correlati


{ 0 commenti… scrivine uno }

Scrivi un commento

Puoi utilizzare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>