Wikipedia cancella Encarta

scritto da Matteo Baldan il 26 aprile 2009

EncartaTra i volumoni della Treccani e Wikipedia si colloca storicamente Encarta, l’enciclopedia multimediale che Microsoft ha da poco deciso di chiudere. Con una nota ufficiale rilasciata sul sito di Encarta (it.encarta.msn.com) il gigante di Redmond ha annunciato che a giugno cesserà di vendere le versioni Student e Premium dell’enciclopedia. Il 31 ottobre saranno chiusi i siti web di MSN Encarta in tutto in mondo, tranne che in Giappone dove l’enciclopedia online sopravivrà fino a fine anno.

Nel comunicato Microsoft motiva così la sua scelta: “Encarta è stato per anni un prodotto molto popolare in tutto il mondo. Tuttavia il comparto delle enciclopedie tradizionali è cambiato. Oggi le persone cercano e fanno proprie le informazioni in modi completamente diversi rispetto al passato. Per offrire risorse il più possibile utili e coinvolgenti, Microsoft ha deciso di interrompere l’esperienza Encarta.”

Sebbene MS non ne faccia menzione, possiamo certamente supporre che il successo dell’enciclopedia libera Wikipedia abbia avuto un peso importante nella decisione di chiudere Encarta. Wikipedia è infatti cresciuta da subito in maniera esponenziale e la versione inglese dell’enciclopedia conta oggi più di 2,7 milioni di articoli, mentre le voci di Encarta Premium sono poco più di 60mila. La quantità di informazioni, la frequenza di aggiornamento e la gratuità fanno il successo di Wikipedia, nonostante l’idea di enciclopedia aggiornata dagli utenti sia ancora indigesta a qualcuno.

Con la fine di Encarta si chiude un capitolo della storia del PC. Distribuita su CD-ROM, Encarta divenne popolare nei primi anni Novanta, contribuendo a diffondere l’idea di multimedia. Centinaia di migliaia di articoli collegati tra loro, fotografie in alta risoluzione, piccoli video e file audio facevano di Encarta un’esperienza strabiliante in un tempo in cui la gente lottava con la memoria del proprio PC nell’intento di installare Windows 3.1.

(il Friuli — 10 aprile 2009)

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