Nel Regno Unito si parla di insegnare i Social Media nelle scuole elementari. Questo mese sarà presentata ufficialmente in Parlamento una proposta di riforma. Intanto i giornalisti del Guardian hanno già avuto modo di dare un’occhiata le bozze del nuovo progetto di curriculum per la scuola elementare.
La proposta prevede che alunni terminino le elementari con un certo grado di confidenza con i blog, i podcast, Wikipedia, e Twitter. I Social Media sono intesi come fonti di informazioni e forme di comunicazione dal gruppo di studio guidato dell’estensore del progetto di riforma, Sir Jim Rose. I bambini dovranno inoltre imparare a digitare sulla tastiera con la stessa perizia con cui disegnano i contorni delle lettere con la penna.
Per fare spazio all’insegnamento dei nuovi media non si pensa di ridimensionare la didattica tradizionale. Si intende piuttosto garantire maggiore flessibilità agli insegnanti nella stesura dei programmi delle varie materie. Alcune scuole potranno, ad esempio, decidere di tralasciare il periodo vittoriano o la seconda guerra mondiale. Argomenti comunque ripresi e approfonditi nel corso del ciclo didattico successivo, quello che da noi corrisponde grosso modo alla scuola media.
Quest’idea di riforma ha già sollevato ampi dibattiti nel Regno Unito. Dibattiti a cui ha fatto eco parte del Web nostrano. Ci si chiede: “E’ opportuno insegnare gli aspetti sociali del Web ai bambini delle elementari?”
Secondo me non lo è. Innanzitutto perché i social media sono mondi progettati da adulti per adulti o per adolescenti. Il linguaggio di Twitter e Wikipedia non è dunque lo stesso di chi ascolta fiabe e crede a babbo natale. E poi i media digitali accelerano e replicano le informazioni a velocità già insostenibili per noi adulti, sempre più incapaci di regolare i rubinetti, per esempio, dei feed RSS. Troppe informazioni per noi sono una valanga di stimoli potenzialmente travolgente per chi ha bisogno di tempo per imparare con calma a colorare stando dentro i margini, ad andare a capo e a dividere le torte in parti uguali.
(il Friuli — 3 aprile 2009)
Approfondimenti
- Contrappunti/ Scuola, il mondo cambia sotto le dita di Massimo Mantellini (Punto Informatico)
- Twitter is put on new primary school curriculum di Graeme Paton (Telegraph.co.uk)
- Regno Unito, a scuola di Internet di Giovanni Arata (Punto Informatico)

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