Una biblioteca grande come il mondo

scritto da Matteo Baldan il 11 novembre 2008

Circa quattro anni fa Google ha annunciato la nascita di Google Book Search. GBS è un servizio che oggi consente di cercare tra più di sette milioni di libri. Le opere di pubblico dominio possono essere consultate e scaricate in formato digitale, quelle protette da copyright possono essere lette solo in parte, in alcuni casi sono disponibili solo poche frasi. Tra i risultati, ad esempio, della ricerca delle parole “selva oscura” compaiono diverse edizioni della Divina Commedia che si possono liberamente leggere e scaricare, insieme a diverse opere protette da copyright di cui in si possono leggere interi capitoli o solo un frammento, a seconda dei casi.

Il progetto di Google è stato da subito avversato dalle case editrici. Nel 2005 il presidente della Authors Guild, associazione di autori statunitensi, definì la pubblicazione di massa “una evidente e spudorata violazione del diritto d’autore” e fece scattare una class action seguita dalla denuncia dell’Association of American Publishers e di alcuni colossi dell’editoria. Il mondo editoriale si era impuntato sul fatto che si potesse leggere senza aver fatto richiesta ai detentori dei diritti e chiedeva quindi la cessazione del servizio.
Col tempo molti editori si sono fatti meno intransigenti, alcuni sono stati addirittura costretti a riconoscere che il sistema proposto da Google può incentivare le vendite. Finché a fine ottobre Google ha reso noto di aver raggiunto un accordo con autori ed editori, accordo che definisce il modello di business dell’editoria del futuro.

library

Looking north from the library - ph. Rob Ireton

Il patto prevede innanzitutto la risoluzione della azioni legali intentate contro Google. Grazie all’accordo inoltre i lettori statunitensi potranno sfogliare i libri coperti da copyright fuori catalogo. Di questi libri sarà disponibile l’anteprima del venti per cento di ciascun volume, e i lettori potranno anche comprare e scaricare i libri in formato digitale. Ciò significa che saranno rimesse sul mercato milioni di opere difficilmente reperibili, se non introvabili.
Google istituirà anche un registro degli autori, chiamato Book Right Registry, per distribuire i proventi delle vendite online tra autori ed editori. Google si riserva il 37 per cento delle entrate garantite dalle vendite e dalla pubblicità a fianco delle anteprime dei libri.

Tra l’altro l’accordo prevede la creazione di una rete informatica che collegherà le biblioteche delle principali Università statunitensi per consentire a studenti e ricercatori di accedere gratuitamente per via telematica ad una sterminata collezione di volumi digitalizzati.

Per quanto l’accordo sia limitato agli US e per quanto i suoi esiti dipendano da quanto stabilirà il giudice federale chiamato a pronunciarsi in merito alla proposta di archiviazione del caso pendente in tribunale, il progetto di rendere accessibile l’informazione contenuta in tutti i libri del mondo ha un potenziale dirompente.

(il Friuli — 7 novembre 2008)

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