scritto da Matteo Baldan il 30 ottobre 2008
“La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma.”
Circa quindici anni fa il film “Io speriamo che me la cavo”, tratto dall’omonimo romanzo-diario del maestro D’Orta, diretto da Lina Wertmüller e da ricordare soprattutto per la misurata interpretazione di Paolo Villaggio, fece un po’ di luce su una scuola italiana in parte disastrata e tenuta in piedi dal lavoro di qualche eroico insegnante.

Scuola di Barbiana - Don Milani (photo Pracucci)
Una luce simile ma diversa proviene oggi da In Limine (www.lindina.net), il blog di una giovane insegnate di scuola media di cui uno dei suoi alunni scrive: “ha i capelli lunghi e mori, è di altezza normale e mi piace molto come si veste. Ha un carattere a volte allegro e a volte serio, non è molto paziente ma è gentile, quando si arrabbia con qualcuno prima alza la voce e poi da i compiti di punizione a tutta la classe. E’ molto chiara nelle spiegazioni e trova il modo di farci capire le cose anche se ogni tanto c’è troppa confusione. Ad esempio quando ha spiegato la comunicazione ci ha detto che noi siamo le sue interferenze preferite.”
Il blog di Lindina è un diario personale composto da tante annotazioni. Tanti pensieri trascritti che illuminano la personalità della blogger, insegnante e viaggiatrice e che rendono conto delle difficoltà quotidiane che incontra un’insegnate convinta che “la cosa più importante della scuola sono gli alunni.” Solo gli alunni.
In giorni in cui la scuola è oggetto di discussione sulla bocca di tutti, sfogliare il blog di Lindina è un modo per confrontare il proprio punto di vista con quello di chi vede la realtà scolastica dall’interno.
(il Friuli — 24 ottobre 2008)
scritto da Matteo Baldan il 28 ottobre 2008
Da un interessante articolo di Gianluca Salvatori sull’uso di nuove e vecchie tecnologie da parte dei candidati in corsa per la Casa Bianca, pubblicato su nòva 100 (Il Sole 24 ore), apprendo un nuovo vocabolo: Robocall.
Avete presente le telefonate preregistrate che si ricevono “a ore pasti” che promuovono qualche tariffa o prodotto? E le voci fredde che invitano qualche ora prima delle elezioni a votare per quel partito o candidato politico? Ecco quelle telefonate lì si chiamano Robocall.
Strana parola Robocall. Non esiste ancora alcun lemma corrispondente nei dizionari della lingua italiana Garzanti e Paravia e nemmeno nel dizionario della lingua inglese Merriam-Webster. Esiste invece una voce in Wikipedia che dà la seguente definizione del termine:
Robocall is American pejorative jargon for an automated telemarketing phone call that uses both a computerized autodialer and a computer-delivered recorded message.
Per poi spiegare dettagliatamente come si pongono le legislazioni di alcuni stati americani nei confronti delle telefonate automatiche preregistrate.
scritto da Matteo Baldan il 26 ottobre 2008
Surfing, rubrica settimanale di segnalazioni più o meno utili e curiose.
scritto da Matteo Baldan il 26 ottobre 2008
Dai motori delle automobili ai motori di ricerca, dai telefoni cellulari alle cellule staminali, sono migliaia gli argomenti trattati da HowStuffWorks. Partendo dal presupposto che non ci sia alcun soggetto tanto complesso da non potere essere spiegato in parole semplici e alla portata di tutti, HSW è diventata nel giro di una decina d’anni una fonte di informazioni affidabile per milioni di persone di tutte le età. Negli ultimi anni HSW ha ottenuto un’ampia serie di riconoscimenti, culminata con l’inserimento per due anni consecutivi, il 2006 e il 2007, nell’elenco “25 web sites we can’t live without” stilata del Time Magazine.

Costume per halloween - Photo and costume by Ann
Per scoprire come preparare la torta di nonna Papera, come realizzare murales, come confezionare costumi originali per la festa di Halloween e tanto altro ancora c’è instructables. Vasta raccolta di guide redatte dai propri utenti e suddivise in 16 categorie, instructables contiene diverse spiegazioni in forma di video e slide show.
Internet è innanzitutto un mare di dati attraversato ogni giorno milioni di persone in cerca di informazioni. Uno strumento certamente utile a molti internauti è zotero, un’estensione del browser Mozilla Firefox per gestire le ricerche via web. Con zotero si possono catalogare i risultati delle proprie ricerche, consultare e acquisire informazioni dagli archivi storici di giornali come il NYTimes e il Washington Post o da database specializzati come Google Ricerca Libri, salvare copie di pagine web, sottolineare ed esportare le proprie ricerche in diversi formati (.rtf, .html…).
GoHoster è un valido strumento per creare una propria pagina web nel giro di pochi minuti senza dover scrivere mezza riga di codice. Si sceglie un indirizzo web disponibile, si compila un modulo di registrazione, ed ecco che compare un editor intuitivo per scrivere e inserire link e immagini. Salvato il lavoro, la pagina sarà raggiungibile da un indirizzo tipo http://gohoster.com/url/nomescelto e potrà essere modificata direttamente online in qualsiasi momento.
(il Friuli — 17 ottobre 2008)
scritto da Matteo Baldan il 16 ottobre 2008
Surfing, rubrica settimanale di segnalazioni più o meno utili e curiose.
scritto da Matteo Baldan il 10 ottobre 2008
Internet è considerato dalle giovani generazioni, ma anche dai genitori, il mezzo migliore per documentarsi anche rispetto all’enciclopedia. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato da Coesis Research su un campione di oltre 1000 tra genitori e ragazzi. Tuttavia uno degli svantaggi del fare ricerche sul Web è che non è possibile sottolineare le porzioni di testo più importanti e tanto meno scrivere qualche nota a margine, come si fa sui libri.

Stutentessa sottolinea libro di testo - Photo by JcMaco
Un servizio potenzialmente utile a gran parte degli studenti e ricercatori dell’era Internet è Awesome Hightlighter. Con AH si possono evidenziare le parti più interessanti di una pagina web per mettere in risalto i punti salienti. Il funzionamento del servizio web è di immediata comprensione e dal sito è anche possibile scaricare un’estensione per il browser Mozilla Firefox che permette di sottolineare il testo direttamente sulla pagina che si sta visitando senza passare per awesomehighlighter.com. Oltre a evidenziare il testo in più colori e ad aggiungere note sotto forma di post-it virtuali con AH si possono condividere le proprie pagine personalizzate via email o su social media come twitter, del.icio.us e Facebook.
Un’interessante iniziativa per chi ama la musica è TestYourMusic.com. TYM è un sito italiano che si propone come valido supporto all’educazione musicale. Oltre ai fondamenti della teoria musicale du TYM si possono consultare guide all’ascolto di celebri opere musicali, come la sinfonia n. 1 di Prokovief. Ci si può inoltre registrare gratuitamente per iniziare un proprio percorso di apprendimento fatto di teoria ed esercizi lungo il quale si potrà contare sull’aiuto di un tutor con cui dialogare via email.
Da un po’ di tempo YouTube supporta i video in qualità HD. Mr droob, creativo digitale assai prolifico, ha inventato il formato Super HD componendo un quadro formato da quattro filmati in HD sincronizzati: un’autentica opera d’arte digitale assolutamente da non perdere.
Approfondimenti
(il Friuli — 10 ottobre 2008)
scritto da Matteo Baldan il 3 ottobre 2008
Il 23 settembre è entrato in vigore il decreto legge che impone di esporre le tabelle che riportano i rischi da assunzione di alcol in tutti i locali “dove si svolgono con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento” e dove ovviamente siano venduti alcolici. I gestori di pub, discoteche e bar con musica dal vivo, concerti e performance musicali devono pertanto esporre nei modi previsti dall’allegato 3 del decreto le cosiddette tavole etiliche. I clienti dei locali possono così fare una stima del proprio tasso alcolemico, la quantità di alcol per litro di sangue, incrociando dati personali come sesso e peso corporeo con la quantità e l’entità dei bicchieri bevuti, distinguendo se a stomaco pieno o vuoto.
Un modo più raffinato per bere responsabilmente è drinklogger. Drink Logger è un servizio online ottimizzato per dispositivi portatili come i palmari o l’iPhone, in America raggiungibile anche coi telefoni cellulari, che oltre a fare una stima immediata del tasso acolemico genera grafici che rappresentano il tempo necessario all’organismo per smaltire l’alcol assunto.

Goodbye Privacy - Photo agoasi
Mentre il Ministero per la Salute mette in guardia rispetto ai rischi legati al bere alcolici, il recente rapporto della Kaplan sulle modalità di selezione degli studenti che fanno domanda di ammissione ai collage americani dà ragione al presidente dell’Authority per la privacy, Francesco Pizzetti, che ha recentemente ammonito i giovani a fare attenzione a come utilizzano i social network. Almeno il dieci per cento dei collage intervistati ha, infatti, ammesso di sondare i principali social network per controllare quanto viene pubblicato dai singoli candidati. Il bilancio di questa indagine web ci dice che se la vita sociale online del 25% dei candidati è stata valutata positivamente, per un alta percentuale, pari al 38%, i contenuti pubblicati sui social network hanno inciso in maniera negativa sull’esito della domanda di ammissione.
Per quanto gli studenti italiani non corrano ancora il rischio di essere discriminati da scuole e Università in base alla loro vita online, è bene che tengano presente che per loro il problema è solo rimandato. I ragazzi di 16 o 17 anni tendono rischiosamente a considerare privato lo spazio che si ritagliano sul Web, per quanto sia uno spazio chiaramente accessibile a tutti. Da qui il rischio che fra qualche anno il selezionatore di un’importante azienda che sta valutando la domanda di un brillante neolaureato scovi nei recessi del Web il video della gara di rutti vinta con merito dal proprio candidato durante la gita di terza superiore.
(il Friuli — 3 ottobre 2008)
scritto da Matteo Baldan il 2 ottobre 2008
Chi come me utilizza intensamente Gmail archiviando messaggi che mai vorrebbe fossero letti da qualcun altro, al solo pensiero che la propria casella di posta elettronica possa essere violata, si inquieta.
Di recente Google ha introdotto una funzionalità che permette all’utente di controllare gli accessi al proprio account di posta elettronica.
Per capire come funziona, una volta entrati in Gmail proviamo a dare un’occhiata in fondo alla pagina. Dovremmo scorgere una riga di testo che dice: “Ultime attività dall’account…”. Bene è questo è quanto ci interessa per sapere se la nostra posta è al sicuro.

Gmail, notifica accessi
La scritta indica l’ultima volta che qualcuno è entrato nel nostro account di posta e il suo indirizzo IP. Nel caso fossimo appena entrati in Gmail sarà visualizzato il nostro indirizzo IP.
Ultime attività dell’account: 2 minuti fa a questo indirizzo IP (xxx.xxx.xxx.xxx)
Se mentre siamo in Gmail un’altra persona entra nel nostro account la scritta cambia:

Gmail aperto con un altro browser, stesso computer
Questo account è aperto in un’altra posizione di questo IP (xxx.xxx.xxx.xxx)
Ciò significa in sostanza che un altro sta leggendo la nostra corrispondenza privata, a meno che noi non abbiamo contemporaneamente aperto Gmail con un altro browser o l’abbiamo lasciato aperto su un altro computer, per esempio a casa o al lavoro.
Avrete forse notato che c’è anche il link “Dettagli”. Cliccandoci sopra si apre una finestra in cui sono indicati gli orari, gli indirizzi IP e le modalità di accesso (ad esempio via Browser, via POP3, etc.) degli ultimi accessi al nostro account.

Gmail finestra dettagli
In questa finestra ci sono tre informazioni a cui dovremo prestare attenzione:
- Indirizzo IP. Se solitamente entriamo in Gmail con lo stesso computer e la stessa connessione (ADSL, dialup…) il nostro IP dovrebbe essere sempre lo stesso. O per lo meno dovrebbero essere identici i suoi primi due numeri (es. 80.117.xx.xx).
- Tipo di accesso. Questa colonna mostra il modo in cui siamo entrati nel nostro account di posta elettronica. Se, ad esempio, leggiamo sempre la posta con il browser (Firefox, Safari, IE etc.) e un accesso è stato effettuato via POP3, allora è molto probabile che l’account sia stato violato.
- Sessioni simultanee. Qui avremo eventualmente conferma che qualcuno sta leggendo la nostra posta con un altro computer, a meno che non siamo noi stessi che stimo leggendo la posta contemporaneamente con un altro browser e/o su un altro computer. Cliccando sul pulsante “Esci da tutte le altre sessioni” possiamo chiudere tutte le sessioni, forzare cioè il logout, tranne quella corrente.
A questo punto se riteniamo che ci sia qualche attività sospetta e abbiamo la sensazione che il nostro account sia compromesso la prima cosa che dovremmo fare è cambiare la nostra password, scegliendone una particolarmente robusta.
scritto da Matteo Baldan il 1 ottobre 2008
In occasione del suo decimo compleanno Google ha ripubblicato a parte il motore così com’era nel gennaio del 2001, quando era possibile cercare tra ben 1,326,920,000 di pagine web.
In otto anni Internet è completamente cambiato e quindi gran parte dei risultati rimandano a pagine che non ci sono più o che sono state aggiornate. E’ comunque, interessante cercare nel web di allora persone venute oggi alla ribalta come Mara Carfagna, che per Google allora era la co-presentatrice insieme a Davide Mengacci della “Domenica del Villaggio” ed l’ex finalista di Miss Italia. E la star incontrastata del web italico, Beppe Grillo, chi era per Google nel 2001? Un comico che aveva lasciato la televisione per ritrovarsi a teatro. E il celebre giornalista e scrittore Marco Travaglio? Mai sentito.
Google versione 2001 resterà in rete solo per questo mese.
[Via | Google Blogoscoped]