Dare un’educazione a due miliardi di bambini del Terzo Mondo. Questo è il nobile proposito di One Laptop Per Child, il progetto educativo di Nicholas Negroponte, cofondatore del Media Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e autore del bestseller Essere Digitali (1995). L’idea di Negroponte è regalare un computer portatile adatto ai bambini, progettato per “imparare a imparare”. Il risultato è un calcolatore piccolo, resistente e dal design e dall’interfaccia accattivanti. Un prodotto talmente innovativo da attirare l’attenzione del grande pubblico, per lo più statunitense, che durante i primi giorni della promozione “compra e regala un laptop” ha ordinato 45.000 esemplari di OLPC.
Come si spiega questo inatteso successo del portatile OLPC? Basti osservare che ci sono attualmente sul mercato laptop chiamati “notebook” o “computer portatili” che non puoi appoggiare sulle ginocchia, tanto meno in queste giornate afose, perché pochi minuti dopo l’accensione scaldano come termosifoni e poi sono così pesanti da causare seri danni alla regione lombare. Per contro se decidi di comprarti una macchina leggera, come il MacBook Air, allora devi tener conto che il tuo conto corrente ne risentirà gravemente. E così si spiega l’interesse nei confronti di un portatile come l’OLPC che, leggero e semplice da usare, è facilmente collegabile a Internet senza costare un occhio della testa. Una buona notizia, questa, per i produttori di computer come Nokia e Asus che hanno da poco iniziato a vendere dispositivi economici per navigare sul web.
Tra laptop e smartphone si situa, appunto, lo spazio appena colonizzato dall’UltraMobile PC, di cui il computer EEE di Asus è uno dei prodotti di maggior successo. In realtà gli UMPC non sono veri e propri calcolatori, ma piuttosto strumenti per comunicare. Sono una soluzione per quei momenti in cui lo smartphone è troppo poco e il laptop è più che abbastanza. Insomma, strumenti per svolgere le proprie attività online preferite, come ascoltare musica e Podcast, telefonare con Skype, leggere blog e vedere video. Macchine che però non vanno bene per scrivere relazioni e gestire fogli di calcolo.
E mentre i costruttori di PC si danno battaglia per conquistare questa nuova fetta di mercato costruendo macchine sempre leggere e studiando chip che scaldino sempre meno e batterie che durino sempre più, c’è chi pensa che simili computer possano andare bene per educare i bambini, ma che per tutto il resto uno smartphone semplice da usare sia la soluzione migliore.
(il Friuli - 27 giugno 2008)



